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3 agosto 2007
Vision Chiara
Ma ne vale la pena? Di cercare sfide sempre difficili? Di tentare di cambiare (almeno un pò) il mondo? La missione diventa ancora più impossibile quando poi pensiamo di cimentarcicon un Paese che, a volte, sembra aver perso qualsiasi speranza, qualsiasi interesse per le idee, per una prospettiva – una qualsiasi – di cambiamento. Le ultime ricerche sulla felicità sono in questo senso piuttosto sconsolanti. Secondo Ipsos gli italiani sono all’ultimo posto nel mondo per fiducia nel futuro (http://www.ipsos-na.com/ ).
Eppure ne vale la pena. “Cambiare il mondo” può ancora valere una vita. Certo è una idea da prendere con una certa ironia e consapevolezza dei nostri limiti. Ma bisogna continuare a provarci. Ognuno continuando a fare il mestiere che fa.
Ed è Chiara – per questo motivo che ho deciso di accompagnare l’ultimo post con una foto di noi al mare – che mi motiva ancora di più. Che mi da il senso del futuro. E persino quello del passato. Dell’essere parte di una storia, di uno spazio che è molto più grande di noi. Anche se, come mi ha convinto mio padre quando ero un po’ più grande di Chiara, è proprio questo nostro percepire queste dimensioni che ci rende grandi. E che rende la vita degna di essere vissuta.
Continueremo allora. Da visionari e con più forza. Ed io personalmente contrastando una idea che ultimamente trovo dilagante. Non esiste un regime. E non esiste un complotto contro una generazione. Non esiste, neppure, un blocco della comunicazione verso le idee. Non è questa l’esperienza di Vision. Abbiamo opportunità e ne avremo ancora. E se non sempre le cogliamo è perché non ne abbiamo il tempo. Non siamo abbastanza numerosi. E come generazione x non abbiamo saputo riconoscerci – finora - come classe, come gruppo. Non ci abbiamo creduto abbastanza e forse il troppo benessere (in fin dei conti anche i precari hanno – quasi tutti – una rete familiare che li protegge) ci ha impedito di distinguere i desideri dalle volontà. Che rispetto ai primi richiedono determinazione ed entusiasmo.
Un eccesso di politically correctness che ci ha impedito, forse, di raccontarci la verità. Io sono però convinto che bisogna partire da un’autocritica per capire che da bravi ragazzi riusciremo forse ad essere competenti, ma mai o magari troppo tardi ad avere la forza per prenderci la responsabilità di cambiare il mondo.
Climate change, innovazione, il futuro delle università, lo sviluppo della piattaforma per i programmi: su questi progetti si concentrerà Vision da Settembre a Dicembre. Il sorriso bellissimo di Chiara sarà un motivo in più per tentare di riuscire a fare tutto bene.
| inviato da FrancescoGrillo il 3/8/2007 alle 11:12 | |
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